Manine piccoline, manine colorate, sono bianche, nere, gialle.
Non sono manine di fata, sono stanche, rovinate.
Impagliano, intrecciano, cuciono, scuciono.
Attorcigliano, avvolgono ceste, palloni, scarpe, tappeti, vestiti di seta.
Bambini piccolini, bambini colorati, bambini dimenticati, bambini di nessuno.
Gli occhi ti parlano di sogni rubati, stelle spente.
Le ali? Tagliate!
Nel cuore e' rimasta solo la speranza che il mondo guarira'.
Adesso, per il momento, e' una vita da cane, anche chi lo sa non lo vuole ricordare.
Poi lo vedremo: viene Natale e sotto l'abete scarpe e palloni per i bimbi buoni.
Ma solo per i buoni, per carita'.
Tanto ci sono i "cattivi" che lavorano per loro
e che felicita' per tutti quei doni!
Fatti con le mani dei bambini dimenticati.
(contenuta in calce al libro "Lasciateci le ali" di Rosaria Troisi e Lilly Ippoliti)
Oggi, non domani…
La Carità comincia oggi.
Qualcuno sta soffrendo oggi, è per strada oggi, ha fame oggi.
Il nostro lavoro è per oggi...una donna venne da me con suo figlio e disse:"Madre, sono andata in due o tre posti ad elemosinare un pò di cibo perché non mangiamo da tre giorni...", andai a prendere qualcosa da mangiare e quando tornai il bambino che aveva in braccio era morto di fame.
Non saranno con noi domani se non li sfamiamo oggi.
Perciò preoccupatevi di ciò che potete fare oggi.
(Madre Teresa di Calcutta)
Sentire il dolore dell’altro
“Sedere fermi in silenzio offre la posizione non di colui che respinge l’altro di fronte a sé, ma di colui che è diventato uno. Quando si accetta all’interno di sé tutto quello che si oppone a se stessi e si diventa uno con quello, non può esserci nient’altro che non sia noi stessi, poiché a quel punto se stessi diventa la pienezza dell’universo stesso.
Essere un solo corpo col tutto, in quell’unità che non e' solo uno, e' sentire il dolore dell’altro come proprio dolore, la gioia dell’altro come la propria vera gioia”.